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E fu Trumpcare: chi vivrà vedrà


-DONATELLA LUCENTE-

Con 217 voti a favore e 213 contrari, ieri 4 maggio, la Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato il piano dei repubblicani per sostituire Obamacare. Trumpcare compromette la salute, la sicurezza e la stabilità economica del popolo americano strappando la copertura sanitaria a più di 24 milioni di americani e aumentando i premi assicurativi del 20%, almeno secondo i calcoli di Center for American Progress.

Nessuno dei drammatici effetti sembra preoccupare i 217 repubblicani che hanno votato a favore del disegno di legge, riuniti da Donald Trump, dopo la votazione, nel giardino delle rose della Casa Bianca. per celebrare il passaggio delle misure. Tra fiumi di birra, il presidente si è congratulato con lo speaker, Paul Ryan, candidato, fino a poche ore prima, a perdere il posto se la riforma non fosse passata.

 Trump ha definito la liberalizzazione del mercato delle polizze assicurative sanitarie, come un grande piano. I datori di lavori non dovranno più obbligatoriamente pagare la copertura sanitaria dei dipendenti. Nessun atteggiamento compassionevole per le pesanti conseguenze sulle fasce più deboli della popolazione: i lavoratori dipendenti e le famiglie numerose a reddito medio basso.  Si ricorderà come Trump abbia avuto difficoltà, nelle settimane precedenti al voto, nel persuadere sulla bontà della sua manovra (che resta comunque pasticciata e affrettata) i moderati del Congresso. Ce l’ha fatta perché è riuscito a convincere gli interlocutori che la riforma genererà più concorrenza e quindi importi dei premi assicurativi più bassi. Inoltre, ha inserito la clausola di tutela per assicurati con infermità preesistenti alla stipula della polizza, stanziando a questo fine 8 miliardi di dollari. Aiuteranno gli stati a salvaguardare persone che altrimenti sarebbero rimaste senza assistenza, questione sulla quale eravamo qui intervenuti ieri. Gli oppositori democratici sono convinti che, con il nuovo quadro legislativo, le compagnie di assicurazioni perderanno molti clienti e i premi saliranno alle stelle, con il risultato di privare milioni di persone dell’assistenza sanitaria. Preoccupazione confermata da molti esperti. Affermano che i soldi stanziati non saranno sufficienti, e che la manovra è un regalo alle compagnie di assicurazioni. Chuck Schumer, leader democratico del Senato, ha detto: “E’ come somministrare sciroppo per la tosse a chi ha il cancro al quarto stadio”.  Schumer, ora, ha la possibilità di mobilitare i suoi al Senato, quando si tratterà di affrontare Trumpcare, tanto più che i democratici sono sommersi da migliaia di “messaggi nella bottiglia” di elettori preoccupati, se non infuriati. Nei giorni scorsi sono risultate intasate le linee telefoniche dei membri della Camera: dovrebbe andare peggio col Senato. Si stanno organizzando azioni via Internet, dimostrazioni e marce. I repubblicani si dicono certi di aver reso un servizio al paese. Sicuramente alle compagnie di assicurazioni che li sosteranno nella campagna elettorale per le elezioni del prossimo anno. In quanto al piattino servito a lavoratori e pensionati, è proprio il caso di dire che “chi vivrà vedrà”.

 

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