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John Cappelli. Un cronista


-di MARCO ZEPPIERI-

Poughkeepsie (New York), 30 aprile 2017.

Giorgio Benvenuto, Luigi Troiani e Vanni Cappelli hanno presentato presso presso il “Pirandello Istitute of Language and Culture” il libro di memorie dello storico corrispondente presso le Nazioni Unite John Cappelli “Memorie di un cronista d’asalto” ed. Ornitorinco.

Platea numerosa ed interessata, la famiglia Cappelli vive da oltre vent’anni in questa cittadina del nord degli Satati Uniti, soprattutto italo americani molti dei quali hanno conoscito personalmente John scomparso da pochi anni.

In prima fila oltre alla figlia era presente la moglie Nives, friulana doc, forte e battagliera, che ha ascoltato fortemente commossa il racconto della vita del marito e di conseguenza anche della sua.

Luigi Troiani nella presentazione ha delineato con delicatezza la figura di Cappelli dando ai presenti il quadro di un uomo pieno di interessi e di voglia di apprendere, curioso e testardo; ricordando altresì che questa è già la quarta presentazione che si fa del libro.

A Roma lo scorso dicembre ne discussero tra gli altri Furio Colombo e Gianni Bisiach che con Cappelli lavorarono; lo scorso mese di febbraio in maniera ufficiale i colleghi della sala stampa delle Nazioni Unite, dove lavorò per moltissimi anni, lo hanno volute ricordare.

Giorgio Benvenuto invece si è soffermato maggiormente sul lato umano di Cappelli; il suo amore per la moglie e la famiglia punto di riferimento costante della sua vita.

Ha chiuso l’incontro il figlio di Cappelli Vanni anch’egli giornalista e scrittore che ha ricordato i numerosissimi incontri professinali del padre con i maggiori personaggi del novecento da Allende a Che Guevara, visto tra i corridoi dell’ONU, da Sandro Pertini a Fanfani, da Martin Luther King, intervistato alle Nazioni Unite, a John Kennedy, tutti descritti nel libro in maniera efficacissima.

Decine e decine di aneddoti di un uomo che nato da genitori italiani di modeste origini ed emigrati dall’Abruzzo a Union City (New Jersey) nel 1927, dopo la prematura morte della madre e una breve permanenza nel Bronx, si trasferirì con il padre a Roma, ad appena 5 anni. Strappato bambino da New York, vi farà ritorno ventenne, dopo aver vissuto in Italia il tragico frangente della Seconda guerra mondiale. Già da allora, ragazzino, dimostrerà di avere un carattere coraggioso e intraprendente, tanto da aiutare di nascosto i militari alleati contro i nazifascisti.

Il ritorno in USA fino alla presidenza dei corrispondenti presso le Nazioni Unite.

Un pomeriggio pieno di commozione che non farà altro che rafforzare il suo ricordo nei cuori di tutti coloro che lo hanno conosciuto.

 

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