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Siria, Il sostegno di Putin al “massacratore” Assad


 

Vladimir Putin non può essere accusato di incoerenza: dopo il massacro siriano che ha coinvolto numerosi bambini (ne sono stati contati venticinque), ha scelto di stare, come era ampiamente prevedibile, con Bashar al-Assad, cioè uno sterminatore del suo stesso popolo, figlio “legittimo” da questo punto di vista del padre Afez. Infatti, la giornata ha fatto registrare la controffensiva “diplomatica” di Mosca. Prima è arrivato l’annuncio discreto che la Russia non avrebbe votato a favore della risoluzione del Consiglio di sicurezza. Poi ha provveduto il ministro degli esteri, Lavrov, attraverso il suo portavoce a spiegare che le ricostruzioni del massacro sono dei “falsi evidenti”. Quindi direttamente dal Cremlino è arrivata la conferma, attraverso il portavoce di Putin, della conferma del sostegno russo ad Assad.

Ad arricchire ulteriormente la giornata, le dichiarazioni di Donald Trump che dopo aver per tutta la campagna elettorale strizzato l’occhio a Putin, grande sostenitore di Assad, ora si è reso conto che il capo della Siria è un massacratore e che questo cambia inevitabilmente l’atteggiamento degli Usa nei suoi confronti: evidentemente il capo della più grande superpotenza in questi anni ha vissuto su Marte e nessuno lo ha messo al corrente dei modi in cui la Siria è scivolata verso la guerra e dei modi con i quali il “massacratore” ha spento la “Primavera araba” che era cominciata anche lì.

E mentre Francois Hollande prova a segnalare la sua presenza chiedendo le solite sanzioni, ecco che Angelino Alfano, dall’alto della sua raffinata cultura diplomatica, spiega come risolvere il problema: in primo luogo la soluzione deve essere politica; in secondo devono essere i siriani a decidere il loro destino. Qualcuno lo avvisi che il Paese è in macerie, che la democrazia non esiste, che i campi profughi sono popolati da persone che fuggono dalla guerra e che molte altre sono riuscite ad arrivare in Europa per chiedere asilo politico. Peccato che Angelino, avvolto nella sua insostenibile leggerezza, non abbia potuto illustrare le sue illuminanti intuizioni direttamente a Donald Trump: il presidente americano, infatti, ha preferito scambiare quattro chiacchiere con la Merkel e con il premier giapponese, Abe.

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1 Commento su Siria, Il sostegno di Putin al “massacratore” Assad

  1. Il nodo e’ il gasdotto voluto da Turchia , Arabia Saudita e Francia, per controllare i flussi di gas verso l’Europa, ora in mano ai Russi di Gazprom. Il gasdotto attraverso l’Ucraina che produce milioni di Euro al regime di Putin. Ed Assad, finanziato da anni dalla Russia, non può voltare la faccia. Tutto il resto e’ strumentale per raggiungere l’obiettivo, anche se ci vanno di mezzo i bambini innocenti .
    Stessa cosa successe in Libia ed in Iraq. L’Italia non conta nulla in tutto questo: deve solo anniure.

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