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Nuova legge elettorale: non facciamo scherzi


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-di FELICE C. BESOSTRI*-

Crediamo nella democrazia, apprezziamo la forma di governo parlamentare, senza criminalizzare quello presidenziale, quando sono forti i contrappesi istituzionali e un’opinione pubblica attenta frutto di un sistema informativo libero e indipendente, ma i parlamentari si devono meritare il rispetto, perché le funzioni pubbliche vanno esercitate con disciplina ed onore(art.54 Cost.). Se devono rappresentare la Nazione (art. 67 Cost.), non devono essere al servizio di interessi particolari, compresi i partiti di appartenenza, perché i partiti sono un libero strumento di associazione dei cittadini per concorrere a determinare con metodo democratico la politica nazionale (art. 49 Cost.) e non strumento di potere delle oligarchie partitarie etero-dirette dai poteri economici e finanziari e dalle corporazioni di ogni genere.

Il popolo italiano ha parlato il 4 dicembre ed ha sconfessato una revisione costituzionale approvata dalla maggioranza di questo Parlamento. Questo Parlamento è lo stesso che, malgrado la storica sentenza della Corte Costituzionale n. 1/2014 di annullamento sostanziale del Porcellum, è stato capace di approvare con tre voti di fiducia alla Camera e forzature regolamentari al Senato una legge elettorale, l’Italicum, sospettato di forti incostituzionalità da 5 tribunali della Repubblica: Messina, Torino, Perugia, Trieste e Genova. Questo è un Parlamento che ha proceduto a surroghe e sostituzioni dei suoi membri continuando ad applicare una legge annullata, anche dopo la pubblicazione della sentenza sulla Gazzetta Ufficiale. Questo è un parlamento dove parlamentari eletti con un premio di maggiorana incostituzionale sono stati decisivi per approvare le norme più controverse dell’Italicum e della revisione costituzionale. Questo è il terzo Parlamento eletto(2006, 2008 e 2013) con una legge elettorale incostituzionale: la Costituzione non è nel suo DNA. Potrà mettere mano ad una nuova legge elettorale soltanto dopo che la Corte Costituzionale abbia dettato, in seguito all’udienza del 24 gennaio 2017, chiari ed inequivoci principi, cui attenersi. Già nel 2008 con le sentenze n.15 e n. 16 la Corte Costituzionale aveva lanciato un chiaro monito su possibili incostituzionalità del Porcellum ignorate dalla XVIa e XVIIa legislatura e che sarebbe ancora in vigore se non ci fosse stata l’iniaziativa di 27 cittadini elettori. La nuova legge elettorale non può essere l’ennesima dimostrazione dell’italico trasformismo.

*Coordinatore del gruppo avvocati antitalicum

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