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M5s, tra “complottismo” e indecisionismo


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-di VALENTINA BOMBARDIERI-

C’erano una volta le dirette streaming, il Parlamento da aprire come una scatoletta di tonno. C’era la “kasta” e “l’honestà” e la democrazia diretta.

Ora le dirette streaming non si fanno più perché “siamo trasparenti mica fessi”, come dice Di Battista. Il Parlamento speriamo non si apra perché il Movimento Cinque Stelle è diventato più “kasta” della “kasta”, e di “honestà” non se ne vede all’orizzonte.

Per quanto riguarda invece la democrazia diretta, le votazioni sul blog pentastellato vengono proposte ad attivisti e iscritti su decisioni già prese. Per citarne due: codice etico e accordo con l’Alde. La democrazia diretta, sì ma da Grillo e Casaleggio.

Si passa da giustizialisti, pronti a far cadere la ghigliottina sulla testa del primo politico che riceve un avviso di garanzia, a (semi)garantisti (via dopo il primo grado di giudizio ma il nostro sistema ne prevede tre: bizzarra interpretazione di concetti giuridici che normalmente ispirano uno stato di diritto). Da euroscettici a sostenitori (o fiancheggiatori) dell’Europa e dell’Euro.

Una scelta tecnica che non può pero prescindere dalla politica, così come crede Luigi Di Maio. La volontà di Beppe Grillo era quella del passaggio dall’Efdd, gruppo di Nigel Farage, all’Alde, gruppo europeista, di centro, sostenuto in questi anni da figure come Romano Prodi e Mario Monti. Lo stesso Mario Monti che i grillini apostrofavano come “criminale di Stato” e non solo. Della serie, scusate se è poco. La realtà sembra ben diversa. Un matrimonio di interesse. La volontà era quella di pesare nelle contrattazioni per l’elezione del presidente del Parlamento europeo il prossimo 17 gennaio. Altro nodo fondamentale, non avere un gruppo, finendo quindi tra i non iscritti significherebbe perdere buona parte dei “fondi 400” destinati ai gruppi. Si parla di circa 40mila euro all’anno per ogni parlamentare, un tesoretto di circa 680mila euro usati dai pentastellati anche per finanziare attività sul territorio.

L’establishment ha deciso di fermare l’ingresso del MoVimento 5 Stelle nel terzo gruppo più grande del Parlamento Europeo. Questa posizione ci avrebbe consentito di rendere molto più efficace la realizzazione del nostro programma. Tutte le forze possibili si sono mosse contro di noi. Abbiamo fatto tremare il sistema come mai prima. Grazie a tutti coloro che ci hanno supportato e sono stati al nostro fianco”, commenta Beppe Grillo. Mentre il Movimento Cinque Stelle come al solito grida al complotto mostrando sempre più palesemente tutte le sue contraddizioni. Quelle figlie di un movimento in cui è sempre più evidente la mancanza di democrazia interna e di autonomia degli eletti e appare sempre più chiara la relazione con la Casaleggio Associati, in un sistema dove burattini e burattinai si scambiano i ruoli a suon di tweet e di battute.

La politica è anche decidere da che parte stare, forse questo al Movimento Cinque Stelle, con i suoi continui cambi di rotta ancora non è molto chiaro.

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