All’improvviso il “generale inverno” travolse la scuola


scuola-850x491

-di VALENTINA BOMBARDIERI-

Bambini con piumini e cappelli tra i banchi di scuola. Scuole che al rientro dalle vacanze di Natale riaprono al freddo, o non riaprono proprio. Roma, ancora una volta, detiene il primato negativo.

L’operazione “scuola calde” lanciata dalla sindaca Virginia Raggi non è servita. “Abbiamo a cuore il benessere dei nostri figli. Per questo, date le basse temperature di questi giorni, ci siamo subito preoccupati di verificare il corretto funzionamento degli impianti termici delle scuole provvedendo all’accensione dei riscaldamenti tra oggi e domani, almeno 24 ore prima dell’apertura delle attività scolastiche di lunedì. Inoltre lunedì gli impianti verranno accesi alle tre del mattino e verrà prolungato l’orario di accensione di un’ora in più rispetto alle 10 previste. È stata effettuata la manutenzione antigelo e squadre di tecnici sono pronte a partire per eventuali emergenze dalle 6 del mattino di lunedì. Insomma abbiamo agito in anticipo per assicurare scuole calde per i nostri bambini. La cura del territorio passa per la cura dei nostri cittadini, a partire dei più piccoli”. Queste le parole della sindaca su Facebook il 7 gennaio.

A conti fatti e a bambini tornati a scuola, circa il 30% degli edifici sono rimasti al freddo. Dal Campidoglio si ridimensiona il problema: “Ci risultano solo pochi malfunzionamenti, stiamo intervenendo”. Si parla di 62 malfunzionamenti. Ma basta fare un giro sul web per rendersi conto che non è così. Dai licei agli asili si contano numerosi disagi. Ai Licei Newton, Foscolo, Pascal, e alla sede centrale dell’istituto Mani. Il liceo Malpighi e l’istituto Ceccherelli hanno addirittura dovuto chiudere e rimandare a casa i ragazzi. Proteste all’istituto Tecnico Galileo Galilei di piazza Vittorio dove i termosifoni si sono spenti alle 12. Numerosi disagi anche in scuole primarie e dell’infanzia.

Per il vicepresidente dell’Associazione presidi l’ordinanza è arrivata troppo tardi. “A Roma ci sono oltre 2mila edifici di proprietà del Comune o della Città metropolitana: per i più moderni c’è il teleriscaldamento a distanza, ma sono pochi. Nella maggior parte dei casi ci vuole l’intervento in loco di una squadra di tecnici inviata dai Municipi per riattivare le caldaie. Impensabile fare tutto in 48 ore, specie nel weekend”.

Con i piumini tra i banchi per una ripresa ancora più difficile del previsto. In uno scenario a dir poco apocalittico.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...